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Presentazione del libro “Riso: chicchi di futuro”

C’è un filo che unisce passato, presente e futuro della risicoltura italiana. È il filo che Donne & Riso riconosce e valorizza ogni giorno, e che ritroviamo nel lavoro di Gianfranco Quaglia, socio onorario della nostra associazione.

Giornalista di lunga esperienza – per anni firma de La Stampa e oggi direttore di Agromagazine – Quaglia ha dedicato grande attenzione al mondo agricolo, raccontandone evoluzioni, sfide e protagonisti.

Nel suo volume “Riso, chicchi di futuro”, pubblicato da Decima Musa, l’autore accompagna il lettore in un viaggio che parte da lontano: dalle mondine, simbolo di un lavoro duro e di una stagione di lotte per i diritti, resa iconica anche dal film Riso Amaro.

Una storia che parla soprattutto di donne. Donne che già nel sciopero delle mondine del 1906 seppero conquistare traguardi fondamentali come quello delle “otto ore”, segnando un passaggio decisivo verso l’emancipazione.

Oggi, quel percorso continua.
La risicoltura si trasforma: la fatica delle braccia lascia spazio alla tecnologia, alla geomappatura, ai laser, ai droni. Ma soprattutto cambia il volto dell’imprenditoria agricola, sempre più al femminile.

Nel libro, Quaglia incontra proprio queste protagoniste: donne alla guida di aziende innovative, eredi di una tradizione che si rinnova con competenza, visione e responsabilità.

Il volume, secondo dopo “Gente di Riso”, si apre così a una prospettiva contemporanea e si chiude con uno sguardo al domani: quello dell’intelligenza artificiale, intesa non come sostituzione del lavoro umano, ma come alleata capace di prevedere, ottimizzare e valorizzare.

Un futuro che, per essere davvero competitivo, dovrà continuare a puntare su ciò che da sempre distingue il nostro Paese: la qualità del riso italiano.

È anche per questo che Donne & Riso è orgogliosa di annoverare Gianfranco Quaglia tra i propri soci onorari: per la sua capacità di raccontare, con profondità e sensibilità, non solo un settore produttivo, ma una cultura, una storia e – soprattutto – le donne che ne sono protagoniste.

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L’Italia dei Primi Italiani – Mostra al Castello Visconteo di Novara

C’è un momento nella storia in cui una nazione comincia davvero a riconoscersi. Non solo attraverso le leggi o i confini, ma attraverso i volti delle persone, il lavoro quotidiano, i paesaggi e la vita delle comunità.

È proprio questo momento che racconta la mostra L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata, che alcune socie dell’associazione Donne & Riso hanno visitato al Castello Visconteo Sforzesco di Novara.

Curata da Elisabetta Chiodini, l’esposizione propone oltre settanta opere che raccontano l’Italia nel periodo successivo all’Unità, tra gli anni Sessanta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: un tempo in cui il Paese stava cercando di diventare davvero una comunità.

Un’Italia che nasce dal lavoro

Passeggiando tra le sette sale della mostra, lo sguardo incontra paesaggi rurali, scene di vita contadina, città in trasformazione e persone comuni colte nei gesti quotidiani.

Accompagnati dalla guida turistica Giuseppina Greci, abbiamo ammirato le opere di artisti come Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe De Nittis, Angelo Morbelli, Telemaco Signorini e Francesco Paolo Michetti che raccontano un’Italia fatta di campi, lavoro, comunità e cambiamenti.

Per chi vive e lavora nel territorio delle risaie, molte immagini risultano sorprendentemente familiari: il ritmo delle stagioni, la fatica del lavoro agricolo, la dimensione collettiva delle comunità rurali. Scene che, pur appartenendo a più di un secolo fa, continuano a parlare anche al presente.

Un viaggio tra paesaggi e identità

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso diverse dimensioni del Paese che stava nascendo:

  • la vita contadina, con i suoi gesti quotidiani e le sue fatiche
  • i paesaggi italiani, raccontati con uno sguardo nuovo
  • le città in trasformazione, simbolo di un’Italia che si avvia verso la modernità
  • la società che cambia, tra tradizione e progresso.

Guardare questi quadri oggi significa osservare le radici di molti elementi che ancora caratterizzano il nostro territorio: la relazione tra paesaggio, lavoro e comunità.

Un’esperienza condivisa

La visita è stata anche un’occasione per le socie di Donne & Riso di trascorrere un momento culturale insieme, condividendo riflessioni e impressioni davanti alle opere.

Le immagini della mostra ricordano quanto il lavoro agricolo e il paesaggio rurale abbiano contribuito a costruire l’identità del nostro Paese. Un tema che per chi vive nelle terre del riso ha un significato ancora più concreto.

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Incontro di fine estate 2025

Per il tradizionale incontro di fine estate abbiamo scelto una destinazione poco lontana da Vercelli.

A Robbio Lomellina, guidate dall’Architetto Aldo Ferraris, abbiamo visitato la chiesa romanica di San Pietro e la chiesa di San Valeriano, un tempo appartenente all’antico priorato cluniacense.

San Pietro , datata 1125, con i suoi preziosi affreschi, prezioso è l’affresco della SS Trinità e il meraviglioso cotto.


A seguire abbiamo visitato la chiesa di San Valeriano, parte di un antico priorato cluniacense del secolo XI. L’interno con le sue tre navate è tipico del disegno della croce latina.

Dopo il pranzo presso il ristorante La Torre, abbiamo incontrato la dottoressa Vera Dini d’Arezzo, biologa
nutrizionista e per anni direttore del laboratorio analisi dell’istituto Ortopedico Galeazzi.
Ci ha presentato la sua pubblicazione “Memorie di sapori…Emozioni di Cà d’la Magnolia”, romanzo che ruota attorno alla storia della varietà di riso Carnaroli; racconta di antichi saperi, sapori e odori e del piacere di ricevere.

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Assemblea Annuale 2025

Quest’anno abbiamo scelto di organizzare la nostra Assemblea Annuale dall’amico Massimo Greppi, presso il suo agriturismo a Crescentino.

La Presidente, Federica Busso, ha raccontato gli impegni e le attività che dallo scorso giugno hanno visto le socie impegnate in vari eventi: dalla vendita delle Clementine, a sostegno delle donne che subiscono violenza, alla Fiera in campo 2025, alla più recente Fattoria in città dello scorso maggio.

I prossimi appuntamenti per l’associazione saranno Risó a Settembre, un viaggio a Roma per il Giubileo a Novembre, e il Pomeriggio a tutto Riso.

Al termine dell’assemblea è iniziato il rito di ”spillatura” delle nuove socie!
– Francesca Bassignana – Febbraio 2024
– Simona Vaccino – Settembre 2024
– Maria Orsolina Fiammengo – Novembre 2024
– Maria Pia Pomati – Febbraio 2025
– Pier Paola Pomati – Febbraio 2025
– Paola Fiore – Giugno 2025

Benvenute!

Con le socie è stato condiviso un prezioso regalo ricevuto da Cinzia Lacchia, conservatrice del Museo Borgogna; si tratta di una riproduzione dell’opera “La colazione delle mondine” di Enzo Gazzone.

Infine è iniziato il momento conviviale con l’aperitivo nel parco e la cena con un buon risotto!
Grazie a tutte le socie che hanno collaborato per l’organizzazione e a quelle che hanno partecipato.
Ci aspettano nuovi impegni…ma per adesso…Buona estate!

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D&R a Bruxelles

Una delegazione di socie, guidate dalla Presidente, Federica Busso, ha partecipato con Confagricoltura Donna a una due giorni a Bruxelles per parlare di Imprenditoria Femminile .

Il primo incontro è stato presso la commissione femminile del Copa-Cogeca dove la Presidente di Confagricoltura Donna Oddi Baglioni ha dichiarato “Servono politiche concrete per sostenere il lavoro delle donne nelle aree interne e garantire accesso al credito”.

Il secondo incontro è stato al Parlamento Europeo per esporre ad alcuni eurodeputati i problemi legati non solo all’imprenditoria agricola femminile ma all’agricoltura in genere, ai problemi strutturali di ogni settore confagricolturadonna.

Molti gli interventi, tutti costruttivi per rafforzare il ruolo della donna nel settore agroalimentare e per avere un agricoltura più dinamica partendo dalle zone rurali.

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