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Il fascino del blu di Delft torna a risplendere al Museo Borgogna

Tre preziose ceramiche ottocentesche di Delft, appartenenti alle collezioni del Museo Borgogna di Vercelli, tornano protagoniste grazie a un importante intervento di restauro che ne ha restituito la bellezza originaria.

Le opere, caratterizzate dal tipico decoro blu su fondo bianco che ha reso celebre in tutto il mondo la tradizione ceramica di Delft, rappresentano una testimonianza del gusto collezionistico dell’Ottocento e della passione per l’arte internazionale che animò Antonio Borgogna, fondatore del museo.

Il recupero delle tre ceramiche permette oggi di riscoprire non solo il valore artistico degli oggetti, ma anche la storia culturale che racchiudono: manufatti nati in Europa, arrivati fino a Vercelli attraverso il collezionismo e oggi custoditi come parte di un patrimonio comune da conoscere e valorizzare.

Il Museo Borgogna, nato come casa-museo e trasformato nel tempo in un luogo aperto alla condivisione dell’arte, conserva infatti una ricca raccolta di dipinti, sculture, arti decorative e oggetti d’arte che raccontano secoli di creatività e di relazioni culturali tra territori diversi.

Il restauro rappresenta un esempio concreto di come la cura e la conservazione possano riportare alla luce dettagli spesso nascosti dal tempo: colori più vivi, particolari decorativi e caratteristiche tecniche che consentono agli studiosi e ai visitatori di apprezzare nuovamente queste opere nella loro piena espressività.

Per il territorio vercellese si tratta di un’ulteriore occasione per valorizzare un patrimonio culturale di grande rilievo, capace di dialogare con la storia della città e con le tante realtà che ogni giorno promuovono cultura, tradizioni e identità locale.

Anche realtà come Donne & Riso, impegnata nella valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze, riconosce in queste iniziative un importante elemento di crescita: la cultura, come il riso nelle nostre terre, nasce dalla cura, dalla memoria e dalla capacità di tramandare bellezza alle generazioni future.

Le tre ceramiche restaurate diventano così non solo opere da ammirare, ma simboli di un patrimonio che continua a vivere grazie alla collaborazione tra istituzioni, professionisti e comunità.

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I giorni di Orosia

Le donne dell’agricoltura protagoniste a “I Giorni di Orosia”

Una rappresentanza di Donne & Riso ha partecipato, insieme a una delegazione di Confagricoltura Donna Piemonte, alla giornata conclusiva di “I Giorni di Orosia 2026”, ospitata a Casa Magnolia a Bollengo e dedicata al tema “Il rifugio della terra, la comunità come raccolto”.

L’incontro, organizzato da Emanuela Piovano, è stato un’importante occasione di dialogo e confronto sul ruolo dell’agricoltura nella costruzione delle comunità, nella tutela del territorio e nella creazione di relazioni capaci di generare valore.

La presenza delle imprenditrici agricole ha portato una testimonianza concreta di un’agricoltura vissuta come impresa, ma anche come responsabilità: un settore in continua evoluzione, capace di unire sostenibilità, innovazione, cura dell’ambiente e attenzione alle persone.

Le donne impegnate nel mondo agricolo rappresentano ogni giorno un motore fondamentale per la crescita economica e sociale delle aree rurali, custodendo saperi, promuovendo nuove visioni e contribuendo alla valorizzazione delle produzioni e delle eccellenze del territorio.

Per Donne & Riso è stata un’occasione preziosa per raccontare il valore del ruolo femminile in agricoltura e ribadire l’importanza della collaborazione, della condivisione e della costruzione di comunità sempre più consapevoli e sostenibili.

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Florete Flores – Vicoforte – edizione 2026

Donne&Riso a Florete Flores: cultura, territorio e valorizzazione del riso italiano

Per il quinto anno consecutivo, le socie di Donne & Riso hanno partecipato a Florete Flores, la mostra mercato dedicata al giardinaggio, alla natura e alle eccellenze del territorio, ospitata nella suggestiva cornice di Vicoforte, ai piedi del Santuario.

L’edizione di quest’anno ha reso omaggio alla figura di Giorgio Bonelli, botanico del Settecento nato proprio a Vicoforte, fondatore del primo orto botanico locale e importante studioso del mondo vegetale.

In questo contesto ricco di storia e cultura, le nostre socie hanno avuto l’opportunità di incontrare il pubblico e raccontare il cereale, illustrandone le diverse varietà, le caratteristiche e i molteplici utilizzi in cucina e non solo.

La partecipazione a Vicoforte è stata anche un’occasione per far conoscere e proporre il riso, sempre con l’obiettivo principale di promuovere la qualità, la storia e il valore del riso italiano.

Vuoi saperne di più sul mondo del riso, sulle sue varietà e sulle attività di Donneriso?

Scrivici su  info@donneriso.it

Saremo felici di raccontarti il nostro progetto.

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Presentazione del libro “Riso: chicchi di futuro”

C’è un filo che unisce passato, presente e futuro della risicoltura italiana. È il filo che Donne & Riso riconosce e valorizza ogni giorno, e che ritroviamo nel lavoro di Gianfranco Quaglia, socio onorario della nostra associazione.

Giornalista di lunga esperienza – per anni firma de La Stampa e oggi direttore di Agromagazine – Quaglia ha dedicato grande attenzione al mondo agricolo, raccontandone evoluzioni, sfide e protagonisti.

Nel suo volume “Riso, chicchi di futuro”, pubblicato da Decima Musa, l’autore accompagna il lettore in un viaggio che parte da lontano: dalle mondine, simbolo di un lavoro duro e di una stagione di lotte per i diritti, resa iconica anche dal film Riso Amaro.

Una storia che parla soprattutto di donne. Donne che già nel sciopero delle mondine del 1906 seppero conquistare traguardi fondamentali come quello delle “otto ore”, segnando un passaggio decisivo verso l’emancipazione.

Oggi, quel percorso continua.
La risicoltura si trasforma: la fatica delle braccia lascia spazio alla tecnologia, alla geomappatura, ai laser, ai droni. Ma soprattutto cambia il volto dell’imprenditoria agricola, sempre più al femminile.

Nel libro, Quaglia incontra proprio queste protagoniste: donne alla guida di aziende innovative, eredi di una tradizione che si rinnova con competenza, visione e responsabilità.

Il volume, secondo dopo “Gente di Riso”, si apre così a una prospettiva contemporanea e si chiude con uno sguardo al domani: quello dell’intelligenza artificiale, intesa non come sostituzione del lavoro umano, ma come alleata capace di prevedere, ottimizzare e valorizzare.

Un futuro che, per essere davvero competitivo, dovrà continuare a puntare su ciò che da sempre distingue il nostro Paese: la qualità del riso italiano.

È anche per questo che Donne & Riso è orgogliosa di annoverare Gianfranco Quaglia tra i propri soci onorari: per la sua capacità di raccontare, con profondità e sensibilità, non solo un settore produttivo, ma una cultura, una storia e – soprattutto – le donne che ne sono protagoniste.

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L’Italia dei Primi Italiani – Mostra al Castello Visconteo di Novara

C’è un momento nella storia in cui una nazione comincia davvero a riconoscersi. Non solo attraverso le leggi o i confini, ma attraverso i volti delle persone, il lavoro quotidiano, i paesaggi e la vita delle comunità.

È proprio questo momento che racconta la mostra L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata, che alcune socie dell’associazione Donne & Riso hanno visitato al Castello Visconteo Sforzesco di Novara.

Curata da Elisabetta Chiodini, l’esposizione propone oltre settanta opere che raccontano l’Italia nel periodo successivo all’Unità, tra gli anni Sessanta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: un tempo in cui il Paese stava cercando di diventare davvero una comunità.

Un’Italia che nasce dal lavoro

Passeggiando tra le sette sale della mostra, lo sguardo incontra paesaggi rurali, scene di vita contadina, città in trasformazione e persone comuni colte nei gesti quotidiani.

Accompagnati dalla guida turistica Giuseppina Greci, abbiamo ammirato le opere di artisti come Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe De Nittis, Angelo Morbelli, Telemaco Signorini e Francesco Paolo Michetti che raccontano un’Italia fatta di campi, lavoro, comunità e cambiamenti.

Per chi vive e lavora nel territorio delle risaie, molte immagini risultano sorprendentemente familiari: il ritmo delle stagioni, la fatica del lavoro agricolo, la dimensione collettiva delle comunità rurali. Scene che, pur appartenendo a più di un secolo fa, continuano a parlare anche al presente.

Un viaggio tra paesaggi e identità

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso diverse dimensioni del Paese che stava nascendo:

  • la vita contadina, con i suoi gesti quotidiani e le sue fatiche
  • i paesaggi italiani, raccontati con uno sguardo nuovo
  • le città in trasformazione, simbolo di un’Italia che si avvia verso la modernità
  • la società che cambia, tra tradizione e progresso.

Guardare questi quadri oggi significa osservare le radici di molti elementi che ancora caratterizzano il nostro territorio: la relazione tra paesaggio, lavoro e comunità.

Un’esperienza condivisa

La visita è stata anche un’occasione per le socie di Donne & Riso di trascorrere un momento culturale insieme, condividendo riflessioni e impressioni davanti alle opere.

Le immagini della mostra ricordano quanto il lavoro agricolo e il paesaggio rurale abbiano contribuito a costruire l’identità del nostro Paese. Un tema che per chi vive nelle terre del riso ha un significato ancora più concreto.

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Incontro di fine estate 2025

Per il tradizionale incontro di fine estate abbiamo scelto una destinazione poco lontana da Vercelli.

A Robbio Lomellina, guidate dall’Architetto Aldo Ferraris, abbiamo visitato la chiesa romanica di San Pietro e la chiesa di San Valeriano, un tempo appartenente all’antico priorato cluniacense.

San Pietro , datata 1125, con i suoi preziosi affreschi, prezioso è l’affresco della SS Trinità e il meraviglioso cotto.


A seguire abbiamo visitato la chiesa di San Valeriano, parte di un antico priorato cluniacense del secolo XI. L’interno con le sue tre navate è tipico del disegno della croce latina.

Dopo il pranzo presso il ristorante La Torre, abbiamo incontrato la dottoressa Vera Dini d’Arezzo, biologa
nutrizionista e per anni direttore del laboratorio analisi dell’istituto Ortopedico Galeazzi.
Ci ha presentato la sua pubblicazione “Memorie di sapori…Emozioni di Cà d’la Magnolia”, romanzo che ruota attorno alla storia della varietà di riso Carnaroli; racconta di antichi saperi, sapori e odori e del piacere di ricevere.

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